Dott. Nando Gallese


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Stitichezza criteri

Informazioni ai pazienti

Classificazione

La stipsi è l
ultimo anello di una catena di disturbi funzionali o processi patologici a carico dellapparato digerente. La defecazione ha luogo quando gli stimoli vagali inviati al colon funzionano in maniera adeguata. Perché ciò avvenga è necessario che lattività della muscolatura liscia del colon e della muscolatura striata della pelvi non siano, in qualche modo, danneggiate. Se uno solo di tali sistemi è compromesso, si può assistere ad un rallentamento del trasporto del contenuto intestinale attraverso il colon oppure ad una disfunzione della fase espulsiva dovuta ad un’alterazione del coordinamento sensitivo-motorio del distretto ano-rettale. Entrambi questi disturbi hanno come risultato finale un’alterazione della frequenza evacuativa e delle caratteristiche dell’alvo.
I disturbi che i pazienti riferiscono come “stitichezza” sono vari, ed i fattori eziopatogenetici ed i meccanismi fisiopatologici che li sottintendono possono essere notevolmente differenti tra loro: il 4,6% delle stipsi è di origine funzionale, il 4,6% dipende da un’alterazione della fase espulsiva, il 3,4% risulta da una combinazione delle ultime due forme e il 2,1% è secondario a sindrome del colon irritabile (IBS).

Criteri diagnostici

Si ritiene che sia normale l
evacuazione di 100-150g di feci con una frequenza che può variare da 3  volte al giorno a 3 volte la settimana a seconda delle  circostanze del momento e dello stile di vita. Parliamo di stitichezza in caso di defecazione infrequente (meno di 3 volte la settimana) con feci insolitamente dure e secche, caratterizzate da un contenuto in acqua inferiore all80%, la cui espulsione può risultare estremamente difficoltosa. 
Benché spesso, nel definire la stipsi, i medici si concentrino soprattutto sulla sporadicità della frequenza evacuativa, i pazienti presentano una gamma ben più ampia di disturbi. Infatti, solo un quarto delle persone che si definiscono stitiche hanno effettivamente una frequenza evacuativa al di sotto della norma. Nella pratica clinica, non è infrequente trovarsi di fronte a casi in cui la percezione di stitichezza è unicamente correlata al fatto di non avere un
evacuazione quotidiana. E’ stato evidenziato che i sintomi che con maggior frequenza vengono riferiti dal soggetto che si autodefinisce stitico, sono (in ordine decrescente di importanza) lo sforzo durante l’evacuazione, le feci eccessivamente dure accompagnate da dolori addominali e flatulenza, gli stimoli evacuativi improduttivi, la scarsa frequenza dell’alvo e la sensazione di evacuazione incompleta.

 

Caratteristiche Definizione
Frequenza: meno di 3 evacuazioni/settimana
Volume fecale: scarso volume fecale (meno di 30 g)
Consistenza delle feci: feci dure ("caprine"), a blocchi
Caratteristiche dell’alvo:      
evacuazione stentata e dolorosa, necessità di ricorso all’evacuazione manuale o assistita delle feci, sensazione di incompleto svuotamento rettale

 

Tipi di costipazione

La costipazione può essere di tre tipi, anche se spesso si verifica una sovrapposizione delle diverse forme (forme miste).
Pseudocostipazione disturbo che si verifica quando il soggetto è convinto di essere costipato in assenza di un disturbo funzionale reale. Il più delle volte, questa forma di stipsi è espressione di errate convinzioni rispetto all’alvo. Un esempio di questa situazione si riscontra quando le persone, ritenendo che un’evacuazione quotidiana rientri nella normalità, percepiscono il fatto di avere solo 3 o 4 evacuazioni la settimana come un disturbo. Molti disturbi del comportamento alimentare sono inoltre associati alla convinzione che un’evacuazione frequente ed abbondante debba necessariamente compensare l’eccessiva introduzione di cibo. Può anche succedere che il semplice fatto che l’evacuazione non si compia nei tempi o all’orario desiderati venga percepita dal soggetto come un disturbo. Occorre inoltre ricordare che, a seguito dell’assunzione di lassativi, è normale che possano intercorrere anche diversi giorni prima che si verifichi una successiva evacuazione.
Costipazione occasionale o acuta si verifica quando c’è un cambiamento transitorio nella abituale frequenza evacuativa che generalmente si risolve nel breve periodo. Questa situazione può presentarsi in occasione di un cambiamento repentino nelle abitudini alimentari o nel ritmo della vita quotidiana (un tipico esempio è un viaggio, una vacanza). Se la costipazione acuta è associata a segni allarmanti, tipo sangue nelle feci e forti dolori addominali, è sempre necessario che il paziente consulti subito il proprio medico.

Costipazione cronica Sulla base della classificazione eziologica, si riconoscono diverse tipologie:

  • stipsi secondaria a fattori meccanici, a disordini neurologici o endocrini, a disturbi psichiatrici;
  • stipsi idiopatica, senza causa apparente, ma con alterazione dei meccanismi preposti al controllo delle funzioni gastrointestinali e anorettali.


Tale classificazione comporta ulteriori suddivisioni eziopatogenetiche, in base alla presenza o meno di alterazioni della progressione del contenuto intestinale (stipsi colica), dei meccanismi espulsivi (stipsi espulsiva), di disfunzioni del pavimento pelvico (stipsi rettale) o, ancora, di disturbi psicologici e ipersensibilità viscerale.
È comunque molto importante eseguire una diagnosi differenziale corretta, per evitare di mettere in atto un trattamento che può rivelarsi inadeguato.

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