Stitichezza:
Non andare di corpo ogni giorno non significa stitichezza.
La frequenza defecatoria può essere variabile da persona a persona e
rientrare nella normalità, anche se l'evacuazione avviene ogni 2, 3 o
più giorni.
Stitichezza è il non avvertire lo stimolo della defecazione o fare grandi
sforzi per defecare o evacuare feci dure in modo frazionato e incompleto.
Una giusta dieta può prevenire la stitichezza (verdure, frutta,cibi integrali,
molta acqua)
Un’attivita fisica quotidiana è molto utile.
I lassativi, se impiegati in modo corretto, rappresentano un buon aiuto, ma
se si utilizzano in modo improprio, conducono ad una pericolosa assuefazione.
Cura conservativa consigliata:
1) 2 bicchieri di acqua tiepida appena svegliati.
2) Subito dopo: 2 Kiwi
3) Quindi: 2 cucchiai di All Brain nel caffè, thè, o latte ( gli
All Brain sono bastoncini di crusca che troverete in qualsiasi super market)
Defecazione Ostruita:
Molte persone, in maggior parte donne, sono affetti, senza saperlo, dalla cosiddetta
“ defecazione ostruita”, cioè dall’impossibilità
di defecare in modo naturale.
Il fastidio è causato, moltissime volte, da un problema inerente al canale
ano-rettale, cioè della parte finale dell’apparato digerente e
non da errate abitudini di vita.
A volte la mucosa del retto si prolassa (Prolasso rettale) crendo un’ostacolo
al passaggio delle feci, (ragione degli sforzi per evacuare), altre volte la
muscolatura del retto si sfianca creando una sacca (Rettocele) che protrude,
nelle donne, verso la vagina (e quindi la necessità di “digitare”
nella vagina per far passare le feci), altre volte poi , residui di feci rimangono
in piccole tasche mucose lasciando la sensazione di dover ancora defecare, oppure
di sentire la necessità di andare in bagno più volte (defecazione
frazionata ed incompleta).
Prolasso Rettale:
il retto, sottoposto ad aumenti di pressione sia durante gli atti defecatori
che durante sforzi che aumentino la pressione addominale (sollevamento di pesi,
colpi di tosse etc.), non rimane nella sua sede ma prolassa, cioè scende
verso il basso. Possiamo avere più tipi di prolasso rettale a seconda
che questo sia permanente o saltuario ed a seconda che questa discesa, cioè
prolasso, interessi soltanto il rivestimento mucoso oppure la parete rettale
completa. Il prolasso rettale puo' essere di grado tale da esteriorizzarsi dal
canale anale.
Rettocele:
È una protusione della parete rettale verso il canale vaginale, per progressivo
assottigliamento e lacerazione del tessuto normalmente interposto fra i due
organi. I sintomi del rettocele sono la protusione vaginale e l'estroflessione
sacculare della parete rettale quando il materiale fecale è spinto nel
canale anale. La defecazione può richiedere la pressione digitale sulla
parete posteriore della vagina, per riportare indietro le feci dalla dilatazione
sacculare del retto all'ampolla. Alla maggior parte delle pazienti con rettocele
si può associare un cistocele od un prolasso uterino, di entità
variabile.
Perineo Discendente:
abbassamento, permanente o sotto sforzo, delle strutture muscolo-fasciali che
sono deputate a sostenere gli organi presenti nella parte inferiore della cavità
addominale, detti organi pelvici, e che al tempo stesso chiudono inferiormente
la cavità addominale (che è chiusa superiormente dal muscolo diaframma).
E’ possibile oggi, in molti casi, normalizzare chirurgicamente l’anatomia
del canale anale in modo da “disostruire” il passaggio delle feci.
Esistono diversi tipi di interventi attuabili per via vaginale, rettale, perineale,
combinata.
Tuttavia l'intervento più recente prevede, con un accesso trans-anale
(cioè attraverso l'ano), la resezione completa dell'ultimo tratto del
retto e la ricostruzione contemporanea del viscere, grazie all'impiego di suturatrici
meccaniche circolari (PPH).
Tale intervento, sebbene faccia parte della chirurgia resettiva maggiore, risulta
molto rapido e sicuro, non lascia ferite esterne, può essere effettuato
con una particolare anestesia combinata (locale + generale), che è molto
gradita ai pazienti, consente di alzarsi e di alimentarsi già dopo 2
ore.
Il ricovero è di 2-3 giorni, le funzioni intestinali si normalizzano
subito e si torna alle proprie occupazioni nel giro di una settimana.
Naturalmente necessita una grande esperienza da parte dell'operatore.
Cosa fare ?: Prendere appuntamento col proctologo, e insieme verificare la
possibilità di risolvere il problema.